Quasi il 15% della popolazione italiana utilizza farmaci omeopatici per curare le proprie patologie.
Spesso viene fatto, in tutto il mondo occidentale, da parte dei pazienti un abuso di farmaci tradizionali e le malattie dovute a questo abuso o all’uso non corretto dei farmaci rappresentano una grave problematica che, negli USA, rappresenta la 3° causa di morte.
L’Omeopatia, unita anche all’utilizzo di integratori adeguatamente scelti a seconda delle necessità del paziente, offre una prospettiva terapeutica che utilizza farmaci, detti appunto omeopatici, privi di effetti collaterali.
Le origini dell’Omeopatia risalgono al 1790 quando il medico tedesco Samuel C. Hahnemann ne definì le leggi fondamentali.
Egli si accorse che esistevano sostanze in grado di guarire che potevano anche provocare sintomi simili a quelli presenti nelle diverse malattie.
Partendo da questa constatazione, studiò innumerevoli sostanze farmacologicamente attive e le impiegò come sperimentazione sia su persone sane sia sui malati che presentavano sintomi simili a quelli tossicologici indotti dalle sostanze in questione.
Arrivò quindi a formulare la legge base dell’omeopatia: la legge dei simili, ovvero il simile si cura con il simile. In altre parole ogni sostanza medicinale provoca nell’uomo sano quei sintomi che può curare nel malato e tale sostanza viene chiamata omeopatica in quanto usata per una malattia “simile” al suo potere tossico. Infatti “ogni sostanza capace a dosi ponderali di provocare dei sintomi in un soggetto sano può, a dosi deboli (cioè altamente diluite e dinamizzate con apposite succussioni) guarire quegli stessi sintomi in un soggetto malato”. SIMILIA SIMILIBUS CURANTUR.

Per fare un esempio: se si taglia una cipolla gli occhi cominciano a lacrimare e compaiono abbondanti secrezioni acquose nasali; la stessa cipolla (Allium cepa) in dosi diluite sarà in grado di trattare i sintomi del raffreddore e della rinite allergica.
Pertanto la cura consiste nell’utilizzare una diluizione, con associata una dinamizzazione ovvero una succussione, della sostanza che potrebbe provocare gli stessi sintomi della malattia se utilizzata in dosi ponderali.
Questi studi iniziali di Hahanemann sono stati, nel corso dei decenni, ripresi e sviluppati da decine di altri ricercatori
I farmaci omeopatici derivano dal regno animale, vegetale e minerale.

Cosa si cura con l’Omeopatia?
Secondo uno dei principi cardine dell’Omeopatia non esiste la “malattia” bensì l’individuo malato. E’ compito pertanto del terapeuta individuare la terapia più specifica per quella persona, che può quindi presentare un quadro sintomatologico il più vario possibile.
La risposta a questa domanda è che, pertanto, qualsiasi patologia può essere trattata e, quando possibile, guarita o quanto meno migliorata con l’Omeopatia. In particolare tutte quelle patologie croniche che con la Medicina tradizionale (o Medicina Allopatica) non si riescono ad affrontare.

L’OMEOSINERGIA

E’ una Medicina biologica per definizione che si colloca al di là dell’Allopatia, dell’Omeopatia e dell’Omotossicologia. Nata dall’esperienza di colui che ne è il padre ideatore, il Dott.Luigi Marcello Monsellato, partendo da una nuova visione della sofferenza e della malattia. Applica la “legge dello specchio” per decodificare attraverso “l’altrui nostro simile”, le cause intrinseche di ogni malattia, le quali si manifestano sia sul piano fisico che su quello emotivo, psichico, energetico ed animico.
L’Omeosinergia si propone di costituire una chiave di lettura innovativa del senso di ogni esperienza umana, guidando il paziente alla riscoperta del proprio sé più profondo, attraverso la conoscenza delle leggi universali che ci governano.
E’ pertanto la medicina della consapevolezza e considera la malattia come un “aiuto” alla comprensione del “chi siamo.” Gli studi di PNL, di Analisi Psicologico-Comportamentale e di Integrazione Neuro-Emozionale hanno dimostrato che la causa della malattia è da ricercarsi nella “ non accettazione” o “rifiuto” dell’esperienza. L’emozione del rifiuto genera nell’essere umano uno stress che, con la mediazione del sistema nervoso neurovegetativo, si va a somatizzare nella parte del corpo che funge da “ bersaglio” .
Ed è proprio la parte del corpo in cui la malattia si manifesta a darci indicazione, attraverso il suo significato simbolico, dello squilibrio emozionale e spirituale che stiamo vivendo.
In quest’ottica la malattia diventa una benattia.

Le vie che ci conducono alla consapevolezza sono iscritte nel nome stesso OMEOSINERGIA.
Il primo suffisso OMEOS è la legge dello specchio o del simile, secondo la quale tutto ciò che critichiamo nell’altro, in realtà è presente in noi stessi, anche se non ne siamo consapevoli il simile attira il simile.
Il secondo suffisso SIN riguarda la legge per la quale tutto è perfetto, tutto è armonico ad un progetto, alla Vita.

Grazie a tale legge non può esistere l’errore. Nella vita ogni essere umano, in base al suo livello di competenza, appartenenza e consapevolezza, sta facendo il massimo che può.
Il terzo suffisso (EN)ERGIA ci riporta alla fisica quantistica che ci insegna che tutto è Energia e Vibrazione. Anche se gli oggetti che ci circondano e noi stessi sembriamo distinti gli unii dagli altri, in realtà siamo diversi solo in apparenza, in quanto prodotto della stessa Energia, della stessa Matrix.
Ma come può l’Omeosinergia aiutare nella diagnosi e nel promuovere il percorso di autoguarigione in ognuno di noi? Avvalendosi dell’applicazione del TEST KINESIOLOGICO, che indaga i meccanismi inconsci, fornendo informazioni sugli squilibri, ma anche sulle risorse, di ogni singola persona.
Perché questo è l’obiettivo: raggiungere il benessere fisico, emotivo e spirituale nella consapevolezza del proprio “se”.
Da un punto di vista pratico, pertanto, il terapeuta Omeosinergetico, al fine di stimolare il processo di auto-guarigione che è insito in ognuno di noi, si avvale del seguente percorso terapeutico:
1) diagnosi Kinesiologica dei sintomi fisici, mentali, emozionali;
2) terapia finalizzata alla reintegrazione dell’equilibrio globale del paziente
(corpo – mente – anima)
attraverso la comprensione del senso della malattia: BENATTIA
3) utilizzo, se necessario, di rimedi omeosinergetici, atti ad accelerare il processo di guarigione e che esplicano la loro funzione su due livelli principali:
Livello Energetico Informazionale e Livello Fisico
(disintossicazione e stimolazione immunitaria)

DOTTOR ANDREA FRASSINETI